Le cause della guerra in Sicilia

Gli inizi della guerra

Siracusa viene assediata

La caduta di Siracusa

 

 

- Sala Stampa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

Storia

La guerra in Sicilia, iniziata nel 215 a.C., vedeva Romani combattere contro Cartaginesi al fine di appropiarsi dell'isola; questa guerra si concluse nel 212 a.C con l'assedio di Siracusa. La città venne perciò dichiarata provincia romana e l'intera Sicilia venne annessa all'impero romano.

Le cause della guerra in Sicilia

All'inizio dell'estate del 215 a.C. morì il re Ierone. Già allora esisteva un partito che nutriva forti simpatie per Cartagine, nonostante la prosperità di cui aveva goduto nel periodo dell'alleanza con i Romani. Tutto faceva pensare ad una prossima definitiva sconfitta dei Romani, dopo il disastro di Canne e la rivolta degli alleati romani in Italia.

Il figlio di Ierone, Gerone, aveva segretamente stretto accordi con i Cartaginesi, ma morì prima del padre. Quando anche questo morì, salì al trono il nipote, Ieronimo, di soli 15 anni, al quale erano stati affiancati dei consiglieri, che lo portarono da un lato a negoziare con Annibale, chiedendo, come prezzo dell'alleanza, tutta la Sicilia, e dall'altro a non rinnovare quella con Roma. Per queste trattative furono inviati nell'isola due agenti greco-cartaginesi, Hippokrates e Epikydes.

Dopo la morte di Ierone, in Sicilia gli avvenimenti precipitarono. Nell'estate del 214 a.C. Ieronimo fu assassinato a Leontino, città suddita, proprio quando Siracusa era pronta ad inviare una spedizione per la conquista di diverse città siciliane tenute sotto i Romani. Poco tempo dopo furono assassinati anche gli altri membri della casa reale.

Gli inizi della guerra

L'esercito romano che si trovava in Sicilia comprendeva 12000 uomini.Nell'autunno del 214 a.C. fu inviato il console Marco Marcello con una legione. Hippokrates ed Epikydes furono nominati ed eletti generali delle truppe siracusane. La loro presenza nell'isola aumentò progressivamente il desiderio di indipendenza dei Siciliani e l'ostilità a Roma.

Lo scoppio della guerra fu poi accelerato da una serie di scorrerie oltre il confine della provincia che si conclusero tragicamente. Marcello informò subito i Siracusani che la pace era stata rotta,e richiese che Hippokrates ed Epikydes fossero mandati via dalla Sicilia. A queste richieste i due generali si rifugiarono a Leontini,dichiarando la città indipendente da Siracusa,qualunque fosse stata la decisione dei Siracusani. Marcello allora marciò su Leontini:la città fu assalita e saccheggiata.

I due agenti cartaginesi,ritornati dopo l'assedio,e accolti con entusiasmo,rinfrancarono gli animi desiderosi di vendetta con un massacro dei partigiani di Roma in città.Il popolo fu unanime nella decisione di sfidare i Romani. Hippokrates ed Epikydes furono nuovamente eletti con l'incarico di compiere i preparativi per la difesa della città. Siracusa, capitale dell' ellenismo in Occidete, aveva abbandonato la causa di Roma ed era passata dalla parte di Cartagine.

Siracusa viene assediata

Marcello, con 60 navi, portando macchine d' assedio, attaccò il muro dell'Arcadia, fitto di macchine ed apparecchi realizzati dal più grande matematico e ingegnere del mondo antico, Archimede. L'assalto dei Romani fallì; posero allora un assedio che permetteva loro di controllare le due strade principali che uscivano da Siracusa lungo le due coste.

La notizia della rivolta di Siracusa e dell'attacco romano fallito dette ai cittadini cartaginesi un'ulteriore energia che si basava sul patriottismo nel vedere una Sicilia riconquistata. Tale energia, unita ad un ineccepibile esercito, costrinse i Romani a rivalutare il loro progetto di riconquista della Sicilia. Seguirono numerosi atti di terrorismo e massacri generali in varie città della Sicilia.

Il 212 fu l'anno decisivo per l'assedio Siracusa. Marcello, attaccando di sorpresa, si impadronì di parte della regione dell'Epipolae, non potendo, però, estendere la propria azione alla Achradina e al forte di Euryalus, poiché erano tenuti separati dall'Epipolae da una prepoderante cinta di mura. Ma improvvisamente il comandante greco del forte si arrese a Marcello. Dopo una serie di attacchi offensivi falliti da parte di Cartagine, una tremenda pestilenza investì l'esercito della città, mietendo numerose vittime, tra cui gli stessi generali Imilcone e Hippokrates; le truppe romane non subirono rilevanti danni. La pestilenza ribaltò la situazione in Sicilia poichè le sue truppe decimate non poterono tener testa all'esercito romano, giungendo così alla resa.

La caduta di Siracusa

Un'ultima offensiva cartaginese fallita mostra le ormai inevitabili sorti della Sicilia: la flotta era ormai inefficiente e non poteva più dare un valente sostegno. La dominazione romana era imminenente. Ormai sfinita dalla pestilenza e dai disordini interni, Siracusa cadde dopo due anni e mezzo di assedio. La città fu saccheggiata e in questa occasione fu ucciso Archimede mentre era impegnato nei suoi studi di geometria (vari sono gli autori che ci parlano della morte del matematico: Plutarco, Valerio Massimo,Cicerone). Molte opere d'arte furono portate in Italia come bottino. Marcello poi concluse la guerra con un ultimo scontro presso il fiume Himeras contro ciò che era rimasto dell'esercito cartaginese. Fu subito messa a punto l'organizzazione della Sicilia come provincia romana. La vittoria Romana e la conseguente sconfitta e conquista di Siracusa furono facilitate e favorite da una serie di coincidenze tra le quali lo scoppio dell'epidemia rendendo vani i notevoli sforzi dei Cartaginesi che inviarono in soccorso eserciti e flotte.

 

 

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